martedì 22 luglio 2014

Denuncia delle Associazione di pescatori

Le principali Associazioni dei pescatori e le Associazioni ambientaliste denunciano l'intervento che si sta effettuando nel tratto di fiume Esino a Serra San Quirico nei pressi del Ponte di Varani.
Questo intervento, effettuato sempre con la logica dei precedenti, sta alterando l'aspetto idromorfologico del corso d'acqua e non avrà alcun effetto di mitigazione dei rischi di esondazione, ma piuttosto li amplierà, trasferendoli anche a valle, vedi quello che è successo in località Sant'Elena nel mese di novembre del 2013.

Noi non siamo certamente contrari alla messa in sicurezza del nostro territorio” hanno dichiarato i rappresentanti della Associazioni firmatarie “ma contestiamo un sperpero di denaro pubblico per opere che non risolvono, anzi aumentano questo rischio.
Stiamo  assistendo al brutale imbrigliamento dei corsi d’acqua, alla rettificazione degli alvei e alla trasformazione dei fiumi in canali, oltre che all’abbandono delle pratiche di manutenzione capillare e di miglioramento di alvei e argini.
Le sponde vengono spogliate completamente della vegetazione, anche di quella utile a rallentare la velocità delle acque e a ostacolarne l’azione erosiva, attraverso interventi ormai dimostratesi inidonei anche dal punto di vista tecnico-statico.
Da anni, inascoltati” hanno continuato i firmatari “nonostante continue segnalazioni, lettere, documentazione, ricostruzioni fotografiche; tutto snobbato, sempre rimasto senza risposta. I nostri amministratori non devono inveire contro la pioggia ma scusarsi per le loro gravi inerzie politiche ed il loro modo di affrontare il problema senza nessuna programmazione  partecipata.

Al degrado” hanno dichiarato le Associazioni firmatarie” si è aggiunta la realizzazione di centrali idroelettriche che in alcuni tratti del fiume Esino hanno dato luogo a una fortissima accentuazione della forza erosiva del corso d’acqua, costringendo a intervenire con la costruzione di ulteriori opere idrauliche e di difesa spondale che hanno innescato ed innescano a catena un aggravamento degli squilibri idraulici ed ecosistemici del fiume per chilometri.”

Arci Pesca – Fisa (Federazione Italiana Sport e Ambiente)
Fipsas – Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee
Circolo Legambiente “Azzaruolo” di Jesi
MCV - Mosca Club Vallesina di Jesi
SIM – Scuola Italiana di Pesca a Mosca
SLM – Scuola Lancio Mosca
Umpem – Unione Nazionale pescatori a Mosca

sabato 10 novembre 2012

DL 95/12 Norme in materia di gestione dei corsi d'acqua

Dal verbale del consiglio regionale del 6 novembre 2012

Vice presidente Paolo Petrini (Partito Democratico)
"Tutto questo ha generato un disastro, un disastro legato, poi, a quello che è stato l'incremento della velocità delle acque, che naturalmente ha generato una ulteriore trasformazione di tutti questi corpi fluviali, facendo terminare, perché oggi non avviene più, quella che era una delle funzioni più preziose, quella di nastro trasportatore, perché, come sapete, i fiumi trasportavano la ghiaia al mare e facevano un ripascimento naturale delle nostre spiagge."

Da "Nuovi strumenti per la gestione dei litorali" Regione Emilia Romagna 2011
"Negli anni ‘80, la Regione Emilia-Romagna bloccò lo scavo di sabbia e ghiaia dai letti dei fiumi, al fine di migliorare il trasporto solido fluviale utile al ripascimento naturale dei litorali, drasticamente ridotto nei decenni precedenti.
Tale disposizione fu gradualmente applicata negli anni successivi ai fiumi regionali, fino al blocco delle escavazioni anche nel bacino nazionale del fiume Po, attraverso specifica disposizione del Magistrato per il Po, nel 1990.
Lo studio effettuato successivamente, in occasione della preparazione del Progetto di Piano Costa 1996, ha permesso di registrare la ripresa del trasporto solido a mare da parte di alcuni fiumi, con evidenze sulla spiaggia di Cattolica, a nord della foce del Marecchia e lungo lo Scanno di Goro, e di stimare l’andamento nel tempo del fenomeno.
Il blocco delle escavazioni in alveo, pulizia e risezionamenti realizzati nel corso degli anni ‘80 e ’90, sono certamente azioni di grande rilievo, la loro efficacia non si è purtroppo ancora manifestata nella misura sperata per il sommarsi di varie cause:
  • il progressivo espandersi delle superfici incolte e boscate nei versanti montani;
  • la formazione di materassi sovralluvionali a monte delle numerose opere di regimazione trasversali, presenti lungo gli alvei;
  • la riduzione e il diverso regime delle piogge;
  • l’asportazione di inerti autorizzate dagli uffici competenti per ragioni di sicurezza idraulica."



DL 95/12 Norme in materia di gestione dei corsi d'acqua

Dal verbale del consiglio regionale del 6 novembre 2012

Consigliere Bucciarelli Raffaele (Federazione della Sinistra)
" ......
La valorizzazione del materiale litoide degli alvei fluviali, fa parte della nostra storia, non c'è nessun paese sui fondovalle marchigiani che non veda le proprie case costruite con materiali presi dai fiumi, una delle professioni maggiori, anche perché non necessitava di grande formazione professionale, era quella del carrettiere che, appunto, trasportava la ghiaia e le pietre dai fiumi fino ai paesi per costruirci le case, altra pratica da portare ad esempio era quella degli agricoltori che coltivavano i fiumi. Grazie anche ad una politica ambientalista salottiera, cioè di coloro che parlano di ambiente, ma sicuramente non hanno mai messo dito nell'ambiente stesso lavorandoci, di qui salottiera, non si sa che i nostri agricoltori coltivavano negli alvei dei fiumi, non c'erano piante, non c'erano quasi boschi, come ci sono oggi, perché il fiume aveva il suo decorso naturale come mamma natura vuole.
......"

Alcune parti della sinistra dovrebbero essere consegnate alla storia.