Dal verbale del consiglio regionale del 6 novembre 2012
Consigliere Bucciarelli Raffaele (Federazione della Sinistra)
" ......
La valorizzazione del materiale litoide degli alvei fluviali, fa parte della nostra storia, non c'è nessun paese sui fondovalle marchigiani che non veda le proprie case costruite con materiali presi dai fiumi, una delle professioni maggiori, anche perché non necessitava di grande formazione professionale, era quella del carrettiere che, appunto, trasportava la ghiaia e le pietre dai fiumi fino ai paesi per costruirci le case, altra pratica da portare ad esempio era quella degli agricoltori che coltivavano i fiumi. Grazie anche ad una politica ambientalista salottiera, cioè di coloro che parlano di ambiente, ma sicuramente non hanno mai messo dito nell'ambiente stesso lavorandoci, di qui salottiera, non si sa che i nostri agricoltori coltivavano negli alvei dei fiumi, non c'erano piante, non c'erano quasi boschi, come ci sono oggi, perché il fiume aveva il suo decorso naturale come mamma natura vuole.
......"
Alcune parti della sinistra dovrebbero essere consegnate alla storia.
sabato 10 novembre 2012
lunedì 17 settembre 2012
Appello ai sindaci della costa marchigiana
Legambiente rivolge un appello ai sindaci delle costa marchigiana affinché chiedano alla IV commissione consiliare permanente regionale la modifica della proposta di legge (pdl) n. 90/11 “Norme in materia di gestione dei corsi d'acqua”, all'ordine del giorno della commissione stessa, poiché se questa non verrà modificata potrebbero peggiorare i problemi dell'erosione della costa marchigiana.
L'articolo 3bis del suddetto pdl prevede la messa a disposizione dell'autorità idraulica del materiale litoide: tradotto significa estrazione dall'alveo fluviale della ghiaia. Questa asportazione avrà ripercussioni sulla costa che non ricevendo più questo apporto dai fiumi si innescherà o accentuerà l'arretramento del litorale.
“Il deficit di sedimenti prodotto dalle estrazioni può avere effetti importanti anche sull’equilibrio delle coste, innescando o accentuando l’arretramento delle spiagge” da pag. 7 del manuale “Le buone pratiche per gestire il territorio e ridurre il rischio idrogeologico” di Legambiente e Protezione Civile Nazionale.
Visto il problema, non abbiamo certo bisogno di rimarcare a Lei l'importanza ambientale ed economica delle nostre spiagge.
Come Legambiente chiediamo che in un momento economico particolarmente difficile questa pdl regionale favorisca la nascita di contratti di fiume, come strumento di programmazione negoziata interrelati a processi di pianificazione strategica per la riqualificazione dei bacini fluviali. Questo strumento potrà evitare la dispersione delle risorse economiche ed un migliore coordinamento degli interventi nei bacini fluviali.
Certo che saprà cogliere l'importanza di questo appello, che Le rivolgiamo, restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, Le inviamo i nostri più cordiali saluti.
venerdì 27 luglio 2012
lettera al presidente della regione Marche

Oggetto: Pdl n.90/11 “Norme
in materia di gestione dei corsi d’acqua”
In
occasione della riunione previsto per mercoledì 11 luglio della IV
commissione consiliare permanente sulla proposta di legge n.90/11
(testo base) “Norme
in materia di gestione dei corsi d'acqua”
abbinata alle proposte di legge n.99/11 e n.99/11 Legambiente Marche
torna a ribadire le sue preoccupazioni. Il testo, nella sua versione
attuale, oltre non garantire l’adeguata efficacia in termini di
riduzione del rischio idrogeologico, prevede interventi che rischiano
di aggravare ulteriormente lo stato dei nostri corsi d’acqua e
degli ecosistemi fluviali.
Come sostenuto dalla nostra
associazione negli incontri avuti con la Commissione ambiente,
Autorità di bacino ed altri e dagli esperti del CIRF (Centro
italiano per la riqualificazione fluviale), consultati nell’ambito
dell’iter del pdl in oggetto, al fine di assicurare la
realizzazione delle opere di manutenzione straordinaria e ordinaria
necessarie per la prevenzione e la messa in sicurezza della regione
fluviale rispetto al rischio idrogeologico e agli squilibri
fisico-ambientali, si prevedono misure assolutamente inadeguate e
dannose, quali l’escavazione in alveo.
La proposta di attuare interventi
di rimozione dei sedimenti dagli alvei ritenuti sovralluvionati, per
risolvere i problemi di sicurezza idraulica, è superata da tutti i
recenti studi di settore; oltre che dannosa e non in linea con quanto
previsto dalle direttive europee vigenti.
Nelle Marche le escavazioni
avvenute nel passato hanno portato oggi ad avere corsi d’acqua
fortemente incisi, che rischiano di essere ulteriormente danneggiati
da nuovi interventi di questo tipo. Anche nel caso in cui questi
siano ritenuti assolutamente imprescindibili, nei tratti di forte
sovralluvionamento, riteniamo comunque prioritario che siano studiati
su scala di bacino e accompagnati da adeguate indagini conoscitive e
che la destinazione del materiale estratto sia sempre il corso
d’acqua, individuando i tratti più a valle in cui ci sono deficit
sedimentari.
In questo modo si garantisce il
loro ciclo naturale, scongiurando pericolosi meccanismi di
compensazione in cui si autorizza la vendita del materiale in cambio
della realizzazione degli interventi di escavazione.
Più in generale, sul disegno di
legge in questione, si ribadisce l’importanza che qualunque
intervento in alveo sia esplicitamente coerente con il Piano di
bacino distrettuale e le sue articolazioni (in particolare i Piani di
gestione, i Piani stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico e
i programmi triennali di intervento idrografico) e quindi con gli
obiettivi da esso previsti, oltre che con il piano di gestione del
rischio di alluvioni.
Per far questo è necessario
attenersi alle normative nazionali, a partire dalla Parte Terza del
DLgs 152/06 (che recepisce la direttiva 2000/60), l'attuazione della
direttiva 2007/60/CE (DLgs 23 febbraio 2010, n. 49) e la direttiva
92/43 relativa alla conservazione degli habitat.
Anche per evitare l’istituzione
e la redazione di nuovi piani non in linea con la normativa vigente o
prevedere interventi che non rientrino tra quelli previsti per
raggiungere gli obiettivi delle direttive europee in questione.
Come Legambiente Marche vogliamo
infine ribadire l’importanza di accompagnare i piani e gli
interventi riguardanti i fiumi e i corpi idrici con nuove regole di
partecipazione attiva che prevedano strumenti di condivisione e
luoghi di consultazione con il pubblico, come previsto anche dalla
direttiva europea 2000/60. Un esempio in questo senso viene dalle
sempre più diffuse esperienze di Contratti di fiume e di lago in
Italia, dove la partecipazione reale e concreta delle comunità
locali e di tutti i soggetti interessati diventa lo strumento cardine
per svolgere una buona politica di tutela e sviluppo del territorio e
dei corpi idrici.
Con l’auspicio che la
commissione riveda il testo della proposta di legge regionale 90/11,
alla luce delle osservazioni fatte in questa lettera e durante i mesi
di discussione della norma, e che il percorso avviato in Regione sui
fiumi e la gestione dei bacini idrografici porti quanto prima a
soluzioni condivise e determinanti per la tutela dei corsi d’acqua
e la mitigazione del rischio idrogeologico sul territorio, rinnoviamo
la nostra disponibilità a lavorare per una proposta comune.
Cordiali saluti,
Luigino Quarchioni
presidente di Legambiente Marche
Leonello Negozi
responsabile fiumi di Legambiente
Marche
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