lunedì 27 luglio 2009

Dossier Fiumi Informa Marche 2009



Da gennaio scorso il 18% delle acque dei fiumi marchigiani è fuorilegge. Questa percentuale allarmante emerge dal 'Rapporto annuale sullo stato delle acque superficiali interne nelle Marche' di Arpam e Legambiente Marche presentato presso la Direzione generale Arpam di via Caduti del Lavoro ad Ancona. L'indagine, rientra nell'ambito di Fiumi Informa Marche 2009, la campagna per la qualità delle acque di Legambiente Marche
Il dato è stato evidenziato dalla rete di monitoraggi effettuati dall'Arpam sulle acque superficiali interne che comprende 60 stazioni di campionamento posizionate sui principali corsi d'acqua e 3 stazioni collocate sui laghi più rilevanti: quello di Gerosa, del Fiastrone e di Castreccioni. La normativa ha fissato entro il 31 dicembre 2008 la data limite per far rientrare ogni tratto nella classe 'sufficiente' ovvero “ambiente inquinato o comunque alterato” ed entro il 31 dicembre 2016 il tempo massimo per raggiungere o mantenere lo stato ambientale 'buono' e mantenere, ove già esistente, lo stato di qualità ambientale 'elevato'. Ma la situazione attuale (nessun corso d'acqua con giudizio elevato, 22 con giudizio buono, 28 con voto sufficiente, 9 scadente e 2 pessimo) sottolinea in pratica che al 1° gennaio 2009 11 stazioni di monitoraggio (18%) segnalano valori fuori norma. E se la situazione rimarrà invariata al 1° gennaio 2016 la percentuale salirà al 63,9% (39 stazioni)
Nel dossier Fiumi Informa Marche 2009 è presente anche (pag.8) un approfondimento sulla qualità delle acque nel territorio delle A.A.T.O Marche, acronimo di Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, avendo questi Enti il compito statutario della tutela della risorsa e della gestione dei servizi idrici, la salvaguardia delle acque pubbliche per le generazioni future; il risparmio ed il rinnovo della risorsa nel rispetto del patrimonio idrico e dell'ambiente. Nella classifica dello stato ambientale dei 28 corsi d'acqua presi in esame, quelli con il giudizio migliore sono il Burano, Candigliano, Fiastra, Fiastrone, Fluvione, Nera,Sentino e Tennacola (classe media 2,0) mentre è il Tavollo (PU) a detenere in solitaria il primato del peggiore- (classe media 5,0).
E' possibile notare inoltre che sul consumo di acqua per uso domestico nella nostra regione per il 2007 c'è stato un abbassamento della media (167 litri al giorno rispetto ai 171 del 2006) sicuramente più consistente rispetto a quello nazionale (192 l/g nel 2007 rispetto ai 196 l/g del 2006). E' Pesaro il comune marchigiano che consuma più acqua (186 l/g), mentre Ascoli Piceno è quello che ne consuma di meno (146 l/g). Per quanto riguarda l'idoneità dei fiumi alla via dei pesci salmonicoli o ciprinicoli, 14 sono i comuni della regione Marche con corsi d'acqua non idonei alla vita dei pesci sono: (Aso) Montefiore dell'Aso, (Aso) Pedaso, (Conca) Sassofeltrio, (Ete Vivo) Fermo, (Foglia) Pesaro-Borga S.Maria, (Foglia) Pesaro-Ponte della ferrovia, (Nevola) Rosora, (Nevola) Senigallia, (Aspio) Numana, (Musone) Numana, Tavollo (Gabicce Mare), (Tenna) Fermo, (Tenna) Porto Sant'Elpidio, (Tesino) Grottammare.


"I dati ARPAM del monitoraggio dei fiumi marchigiani ci presentano una situazione delle nostre acque interne fortemente critica." ha dichiarato Leonello Negozi della segreteria di Legambiente Marche" Il 64% delle stazioni di campionamento rilevano una qualità che va da ambiente inquinato fino a fortemente inquinato e circa una stazione su quattro risulta non idonea alla vita dei pesci. A fronte di questa situazione il Piano di Tutela delle Acque che la Giunta Regionale ha trasmesso nello scorso dicembre al Consiglio Regionale, oltre a procedere lentamente, non è sufficientemente risolutivo per porre rimedio a questa situazione di degrado nel breve periodo come richiesto dalla normativa europea. Pensare di ritornare a fare il bagno nelle nostre acque dolci appare un sogno irrealizzabile"

lunedì 16 febbraio 2009

Competenza dello Stato l'introduzione ed il ripopolamento di specie animali non indigene


L’introduzione, la reintroduzione e il ripopolamento di specie animali rientrano nelle competenze esclusive dello Stato in materia di ambiente. Non spetta alla Regione stabilire che le specie ittiche carpa (Cyprinus carpio), pesce gatto (Ictalurus melas), trota iridea (Oncorhynchus mykiss) e lavarello (Coregonus lavaretus) siano da considerare “specie para-autoctone”.

Le regioni, infatti, non possono derogare ai disposti statali in tema ambientale tranne nel caso in cui prevedano limiti più restrittivi ai fini di una maggior tutela.

L’introduzione in un habitat di specie animali non indigene - fra l’altro ai fini di pesca sportiva e professionale - non corrisponde affatto a una tutela maggiore dell’ecosistema. Al contrario, può provocare danni. E’ di nuovo la Corte Costituzionale che si pronuncia in tema di competenze ambientali di Stato e regioni: con sentenza di questo mese la Corte dà ragione allo Stato e torto alla Regione Veneto. La vicenda ha inizio quando la Regione qualifica le quattro specie ittiche come specie para-autoctone e le equipara a quelle autoctone. E quindi autorizza i piani provinciali a prevederne l’immissione, ai fini di pesca sportiva e professionale e con le necessarie cautele, nelle acque di competenza regionale. Ma l’equiparazione delle specie ittiche notoriamente alloctone della carpa, del pesce gatto, della trota iridea e del lavarello a quelle autoctone, non rientra nelle competenze regionali.

Fra l’altro la direttiva europea relativa alla conservazione di habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche impegna proprio gli Stati membri a regolamentare ed eventualmente vietare le introduzioni di specie alloctone che possano arrecare pregiudizio alla conservazione degli habitat o delle specie autoctone. Dunque la disciplina dell’introduzione, della reintroduzione e del ripopolamento di specie animali rientra nell’esclusiva competenza statale “trattandosi di regole di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e non solo di discipline d’uso della risorsa ambientale-faunistica.”

domenica 26 ottobre 2008

Operazione fiumi


"Operazione fiumi” di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile monitoraggio e pulizia del fiume Chienti.

Grande partecipazione nella giornata di volontariato attivo organizzata a Serravalle di Chienti, a Tolentino e a Civitanova Marche, per il monitoraggio e la manutenzione ordinaria di un tratto del fiume Chienti. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di cittadini e bambini, è stata realizzata questa mattina dall’equipaggio di “Operazione fiumi”, la campagna di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile dedicata alla prevenzione del rischio idrogeologico.

A Tolentino, i volontari di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con il gruppo comunale di Protezione Civile si sono impegnati in un’opera di manutenzione ordinaria di un tratto delle sponde del fiume. Sono stati rimossi i tronchi e i rami pericolanti, che non solo in caso di piena, se trascinati dalla corrente possono aumentare il rischio di esondazione dei corsi d’acqua, ma possono essere molto pericolosi proprio per la fruibilità della zona. A Serravalle di Chienti (MC), i volontari di Legambiente in collaborazione con le Giacche Verdi hanno effettuato il monitoraggio della sorgente del fiume, mentre a Civitanova Marche (MC) con la collaborazione del gruppo comunale di Protezione Civile hanno analizzato la condizione della foce del fiume.

Continua, inoltre, l’attività di sensibilizzazione e informazione dell’equipaggio di Operazione Fiumi che questa mattina, in contemporanea con il monitoraggio e gli interventi di manutenzione del fiume ha organizzato a Civitanova Marche presso la scuola media "Annibal Caro" una mostra sull’emergenza idrogeologica: in una tenda allestita dagli animatori di Legambiente, i ragazzi, divisi in gruppi di lavoro, si sono trasformati in veri e propri esperti della prevenzione e dopo aver visitato una mostra sul rischio idrogeologico appositamente allestita, hanno giocato “mettendo in sicurezza” abitazioni e insediamenti industriali vicini al fiume, hanno capito come si effettua una corretta gestione del territorio e l’importanza di un piano di emergenza per affrontare una situazione di allarme.

La grande giornata di volontariato è stata l’occasione non solo per svolgere una concreta azione di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, elemento irrinunciabile nella prevenzione del rischio idrogeologico, ma anche un momento per riappropriarsi come cittadini di un’area di grande pregio, che costituisce una risorsa del nostro patrimonio naturalistico.

Interventi di manutenzione ordinaria come quello realizzato oggi sulle sponde del fiume Chienti – Ferdinanda Vitarelli, responsabile del circolo Legambiente “Il Pettirosso” di Tolentino – sono fondamentali per prevenire il rischio idrogeologico e per operare una corretta gestione del territorio e del fiume. Anche le aree fluviali che appaiono curate e pulite spesso nascondono sorprese come quelle che abbiamo trovato oggi. Troppo spesso accade che una mancata manutenzione degli argini sia causa di gravi danni per il territorio e per i cittadini.”

Siamo soddisfatti che la giornata di monitoraggio di tutto il corso del fiume Chienti abbia visto la partecipazione di tanti volontari – aggiunge Paola Tartabini, portavoce Operazione Fiumi – Come Legambiente, con questa iniziativa abbiamo voluto dimostrare quanto sia importante prendersi cura dell’ambiente e dei fiumi rendendo le aree fluviali elementi aggreganti, coniugando interventi di prevenzione con il rispetto dell’ecosistema. Non solo, una buona opera di prevenzione dal rischio idrogeologico permette anche maggiore attenzione per i nostri corsi d’acqua, per le nostre aree verdi, per contribuire a far nascere una nuova mentalità nel rapporto tra uomo e ambiente naturale”.

Con oggi si chiude la tappa marchigiana di “Operazione Fiumi” che da domani sarà in Abruzzo, mentre continua la campagna regionale di “Operazione Fiumi” nelle Marche, una delle regioni italiane che ha dimostrato maggiore sensibilità per la prevenzione del rischio idrogeologico, organizzando tante iniziative in tutto il territorio.